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RIPENSARE LA DEMOCRAZIA | DECLINING DEMOCRACY

Parole chiave: potere, apparire, comunicazione, interesse.
Che cosa ha in comune l’arte con la politica? L’importanza della comunicazione.

“La maggioranza ha sempre ragione”? E’ la prima domanda che ci pone “Declining Democracy”, invitandoci a rispondere su un’apposita scheda referendaria. “Tra utopia e partecipazione”, la mostra ospitata alla Strozzina di Firenze affronta, con ironia e profondità, il tema della democrazia come valore. Una riflessione non solo estetica, ma attiva, sulla nostra percezione della crisi. Crisi che, oltre ad essere economica e politica, è sopratutto culturale, perché riguarda i valori democratici di ogni paese. Le stoffe dell’artista Thomas Kilpper fanno una caricatura dell’attuale situazione internazionale, rappresentata con segni graffianti e toni accesi. In “A lighthouse for Lampedusa” l’artista ritrae il dramma dei migranti e al tempo stesso pone l’accento sulla rappresentazione che ne danno i mass media. Come prendere posizione e creare una verità condivisa? Se lo chiede anche Thomas Hirschhorn con un diario sfogo. Le pagine di “Where do I stand? What do I want?” denunciano il sistema capitalistico e la sua influenza sulla nostra vita culturale. La relazione tra il sistema politico e quello dell’arte contemporanea è nella sua frase: “influence: what really counts”! Continuando il percorso incontriamo proiezioni video a mo’ di pitture murali. Ancora una volta siamo chiamati a prender parte al gioco – o meglio- al videogioco. Impugnando un joystick presente nella sala possiamo colpire le figure proiettate, intervenendo in tempo reale sull’animazione. Non solo. Ogni colpo è sonoro, ed enfatizza, con leggero sarcasmo, l’orrore e il caos degli eventi, (gli scheletri colpiti diventano donne in costume). Non mancano attività collaterali all’esposizione. Nel periodo di durata della mostra i futuri politici potranno partecipare ad un workshop, in cui potranno apprendere elementi che avvicinano la loro attività a quella artistica, in un continuo parallelismo. Non è finita qui, camminando tra le installazioni, possiamo dar voce, letteralmente, alle nostre idee e al nostro dissenso, scrivendolo su una parete della galleria o urlandolo con un megafono. E’ l’artista Arthur Zmjewki a documentare, con testimonianze video, la partecipazione attiva della comunità, che a volte sfocia nella ribellione. Con occhio imparziale pone la riflessione sui valori di attivismo e partecipazione: sono ancora percepiti come fondamenti essenziali della democrazia? Ogni visitatore, uscendo, è invitato a prendere una spilla da otto grossi tubi e ad indossarla. Su ognuna è scritta una frase del tipo “ho obbedito alla legge” oppure “ho aiutato qualcuno”. L’ultima domanda degli artisti riguarda, infatti, cosa vuol dire per noi essere cittadini e soprattutto, cosa facciamo ogni giorno per esserlo. Indossando quella che meglio ci rappresenta siamo spinti a mettere in pratica, attivamente, le nostre idee. Perché – dice l’artista “Frances Alys: “a volte fare qualcosa equivale a non fare niente e, paradossalmente, a volte fare niente equivale a fare qualcosa”.

LC
Centro di Cultura Contemporanea Strozzina //Firenze
Fondazione Palazzo Strozzi
Palazzo Strozzi, Piazza Strozzi
(23 settembre 2011 – 22 gennaio 2012)
orari: martedì – domenica 10.00 – 20.00
giovedì gratuito 18.00 – 23.00
lunedì chiuso

Pubblicato da lauracapuozzo

Curatrice e critica d'arte - ricercatrice culturale e docente Il mio lavoro e la mia ricerca si concentrano sulle relazioni tra diverse forme artistiche contemporanee e i loro rapporti con le tecnologie emergenti, dall’impatto dei media digitali sull’attività artistica alle arti "biotech".