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ALTRA NATURA

Dalla plasticità morbida del feltro alla spigolosità del vetro. Direttamente dalla
collezione del museo un incontro/scontro di forme e materie.

Aria nuova nella sede milanese del Museo Pecci. Dal 25 Gennaio, vi sono esposte le nuove proposte della Collezione del Centro per l’Arte contemporanea Luigi Pecci di Prato.
Il ciclo espositivo ruota intorno al concetto di natura e lo esplora attraverso le opere di nove artisti. “Il numero delle opere esposte è davvero esiguo – spiega il curatore del progetto, Stefano Pezzato – rispetto alle oltre 1000 opere della collezione del Pecci.
Questo perché la sede di Milano nasce, oltre che come spazio per la Collezione, come terreno di prova e sperimentazione. In particolare, il ciclo ‘ALTRA NATURA’ vuol proporre nuovi approcci e nuovi scenari. La scelta di fare esporre solo nove artisti è voluta. Non ci interessava dare alla mostra un senso cronologico: l’intento è stato, fin dall’inizio, quello di esporre dei lavori che potessero ben dialogare tra loro”.
L.C.: «In che modo il tema della natura, fa da filo conduttore per le diverse opere? E qual è la ‘natura’ indagata da questa mostra?»
S.P.:«Il tema della natura mi affascina da sempre, in questa esposizione le ‘nature’ sono tante e diverse. Nell’opera di Robert Morris – Feltro – la natura, ad esempio, è quella del materiale – il feltro appunto – che l’artista taglia a strisce orizzontali per poi appendere alla parete, mostrandoci come anch’esso sia soggetto alla forza di gravità e come abbia una vita propria».
L’attenzione alla dimensione plastica dell’opera anima anche Marco Gastini. La sua pittura si fa scultura, occupando lo spazio e scomponendosi in elementi e materiali, “vuole uscire da se stessa – farsi tridimensionale”. Pittura che diviene protagonista assoluta dei dipinti di Luca Bertolo; “attraverso le macchie di colore Bertolo vuol rappresentare la purezza dell’espressione pittorica e il processo che ci restituisce l’immediatezza delle sensazioni”.
L.C.:«La natura della creazione, quindi, intesa come spontaneità da cui l’opera prende vita?»
S.P.:«Esatto, ma possiamo legare queste opere in tanti altri modi. In questo momento siamo su un’altra natura, il Giardino fiorito di Micheal Lin».
L.C.:«Un discorso, allora, che coinvolge la natura del materiale e quella della pittura, la natura della creazione e dell’arte stessa».
Continuando il percorso ci sorprende piacevolmente il contrasto tra l’installazione di luce di Massimo Uberti, una scala luminosa che più che riempire lo spazio, lo espande e il nero seduttivo di Respiro Vitale, opera dell’artista anglo-iraniana Shirazeh Houshiary. Il minimalismo ipnotico di quest’opera, a sua volta, fa eco alle geometrie luminose di Marco Bagnoli, in un gioco continuo di forme e di luci. Molteplici materie, quindi, per molteplicinature. Contrasti e incontri da cui lasciarsi ispirare, e contagiare.


LC
Altra natura. Proposte dalla collezione del Museo
A cura di Stefeno Pezzato
Fino al 20 febbraio 2012
Museo Pecci Milano
Ripa di porta Ticinese, 113 – Milano

Pubblicato da lauracapuozzo

Curatrice e critica d'arte - ricercatrice culturale e docente Il mio lavoro e la mia ricerca si concentrano sulle relazioni tra diverse forme artistiche contemporanee e i loro rapporti con le tecnologie emergenti, dall’impatto dei media digitali sull’attività artistica alle arti "biotech".