GIOVANNA UGOLINI – DAL RITRATTO AL GIOCO LUDICO

Società delle Belle Arti

Circolo degli Artisti “Casa di Dante”

vernissage

Sabato 30 Maggio ore 17.00
mostra personale

GIOVANNA UGOLINI

dal ritratto al gioco ludico

Presentazione di Laura Capuozzo

Martedì 9 Giugno 2015 ore 17.00
Proiezione in video della biografia dell’autrice
con intervento esplicativo del curatore

www.circoloartisticasadante.com

GIOVANNA UGOLINI

ugoliniDAL RITRATTO AL GIOCO LUDICO

La surrealtà del quotidiano

Un filo sospeso, un tendone, un clown… e il sogno di essere catapultati in una realtà diversa e restarne stupiti. La Ugolini va oltre l’immaginario circense e i suoi personaggi per trascinarci nella molteplicità di sentimenti che questo mondo ispira; dallo spirito libertario all’impulso ludico.

La serie pittorica che l’artista dedica al Circo, che come lei ha sedotto l’arte nel tempo, da Picasso a Cattelan, da Leger e Mirò alla Sherman, più che una parodia di vizi e virtù, racconta l’umanità e la sua eterogenia.

La Ugolini non si lascia andare alla rappresentazione decadente che spesso connota i suoi attori, ma li sottopone ad uno sguardo ironico e letterario.

Così funamboli e giocolieri diventano metafora di una particolare visione della condizione umana e della complessità delle sue dinamiche, comprendenti il quotidiano e l’eccezionale, che si traduce in una trattazione pittorica spontanea e a tratti irreale, in grado di trascinare lo spettatore in un universo di ricordi e visioni.

Una personalità a tutto tondo, che si avvale di diversi mezzi espressivi per spaziare dalla pittura alla grafica, dai collages ai libri-oggetto fino alla e mail-art e alla scultura.

La diversificazione della rappresentazione corrisponde per l’artista ad un percorso fondamentale di rinnovamento che da sempre la accompagna, portandola ad allontanarsi dalle orme precedenti.

Nella sua poetica, anche il tema della maschera assolve piuttosto ad un desiderio di trasformazione, prima che di protezione. Essa, come il ritratto, è una proiezione dell’identità, della frammentazione dell’essere per sé stessi e per gli altri, strumento, dunque, di indagine ma soprattutto di metamorfosi.

Il suo simbolismo è nell’identificare la forza dell’artista di mettersi alla prova e superarsi, e al tempo stesso di sottrarsi ad ogni giudizio che imponga un ruolo prestabilito. Così gli autoritratti riflettono la mutevolezza della percezione del sé, e rappresentano, come ogni ritratto, non solo l’indole ma anche le relazioni che in essi si riflettono.

E’ in fondo la ricerca della propria e altrui verità che continua guidare l’artista e tesse la trama della sua arte.

Laura Capuozzo

Firenze, maggio 2015

 

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