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CORPI TECNOLOGICI

La tecnologia che era servita all’uomo per assoggettare l’ambiente esterno ora sta coinvolgendo e stravolgendo l’uomo stesso. La tecnologizzazione del corpo sta rimettendo in discussione certezze secolari e la nostra stessa identità mentre l’utopia di un corpo migliore e quella del superuomo (non più generato dall’evoluzione naturale) acquista nuove possibilità di realizzazione.

Cosa c’è di più organico e reale di un corpo umano?
E’ proprio la sua concretezza a dimostrarci che esistiamo.
Eppure, le nuove tecnologie mettono in discussione il concetto concetto: ciò che è umano è naturale.
Con il trasformarsi della società industriale in società elettronico-informatica, il corpo attira su di sè una nuova attenzione, rivolta  non solo alla materia di cui è costituito, ma anche alle informazioni genetiche che lo descrivono.
Di conseguenza, il processo di alterazione del corpo tramite la tecnologia non si esaurisce nella creazione  di dispositivi artificiali come i cyborg, ma rappresenta un fenomeno più vasto, che sfocia nella creazione di veri e propri corpi virtuali, quando non addirittura di corpi reali bio-modificati.
E’ infatti la rivoluzione biotecnologica la rivoluzione più scottante. Soprattutto perchè gli strumenti che il progresso scientifico mette a disposizione danno nuova forza al sogno dell’uomo di creare forme di vita. Prescindendo dall’ordine naturale.
“Oggi, il sogno dei biologi è  prendere la sequenza del DNA, il codice di programmazione della vita, e modificarla con la stessa libertà con cui si interviene su un documento con un programma di scrittura.”
Le parole di B. McKibben, Presidente della Advanced Cell Technology, testimoniano non solo il livello cui è giunta la ricerca sulle biotecnologie, ma anche gli interrogativi etici e culturali che essa pone.
Perchè, anche se le ricerche in campo biotecnologico si svolgono nei laboratori di ricerca, le loro conseguenze rischiano di modificare la nostra stessa concezione della vita e della natura umana.

LC

Pubblicato da lauracapuozzo

Curatrice e critica d'arte - ricercatrice culturale e docente Il mio lavoro e la mia ricerca si concentrano sulle relazioni tra diverse forme artistiche contemporanee e i loro rapporti con le tecnologie emergenti, dall’impatto dei media digitali sull’attività artistica alle arti "biotech".