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“PELLE DI DONNA” TRA ARTE E SCIENZA.

Img; courtesy of Fondazione Mazzotta

Dal bagno di Marilyn al tatuaggio ecco i segreti della bellezza.

Attrici al trucco e capelli artificiali. Alla Triennale di Milano una mostra esplora,
con originalità e varietà, la pelle delle donne.

“PELLE DI DONNA. Identità e bellezza fra arte e scienza” utilizza tutti ilinguaggi dell’arte, dalla fotografia al video, dall’incisione alla pittura, dalla scultura di cera a quella di plastica. Ma troviamo anche documenti, oggetti antichi e interventi site specific.
L’intenzione è quella di unire arte e scienza intorno al tema della pelle. In realtà, non solo la mostra attraversa più discipline, ma affronta anche una molteplicità di temi tra cui, ad esempio, la ricerca dell’identità femminile, attraverso i riti del trucco e della colorazione dei capelli. Riti e usi arcaici e moderni.
Tra i vari spunti di riflessione che ci offre c’è, infatti, quello della mutazione del concetto di bellezza femminile. Percorrendo gli spazi dell’esposizione, epoche storiche diverse palesano usanze e costumi, sotto forma ora di splendide incisioni, ora di separè decorati, ora di fotografie.
La statua della “Venus italica” condivide lo spazio con i modelli anatomici in cera di Anna Moranti e con i manichini in legno. I profumi, con le loro sfaccettate boccette di vetro, accompagnano le opere e rafforzano l’atmosfera leggiadra dell’ambiente. “Leggerezza” è anche il titolo del dipinto di Adriana Bisi Fabbri, che riesce a trasmetterci una bellezza femminile soffusa.
Il rito della toilette è rappresentato da una stanza da bagno ricreata in tutti i suoi accessori e particolari, ma anche nella celebre foto di Marilyn in vasca da bagno.
Le icone pop di Andy Warhol dialogano con la mondanità di Henri de Toulouse- Lautrec, mentre le bellissime le fotografie in bianco e nero di Man Ray, ci restituiscono la bellezza femminile nei cinque ritratti di “Juliet” del 1945.
Il culto del tatuaggio, che di-segna la pelle, si racconta con foto e strumenti, tra cui una tavola indiana per tatuaggi e un campione di pelle tatuata della fine de XIX secolo.
Verso la fine dell’esposizione, l’opera di Giuliana Cunéaz, “Corpus in Fabula”, rivisita il tema della pelle e quello del corpo. La sua è una Barbie moderna fatta di perspex e di monitor. La sua “pelle” ricorda un abito da sposa, ornato da video che contrappongono alla freddezza del materiale, le immagini della nostra biologia “svelata”.

Altri artisti in mostra: Giacomo Balla, Franz von Bayros, Vanessa Beecroft,
Andrea Chisesi, Gillo Dorfles, Marcel Duchamp, Lucio Fontana, Grazia Gabbini,
Robert Gligorov, Abel Herrero, Roy Lichtenstein, Luigi Maio, Lazhar Mansouri,
Piero Manzoni, Alberto Martini, Bruno Munari, Giuseppe Penone, Marinella
Pirelli, Pietro Pirelli, Karl Prantl, Man Ray, Odilon Redon, Auguste Rodin, Omar
Ronda, Mimmo Rotella, Maia Sambonet, Alberto Savinio, Andreas Serrano, Tom
Wesselmann.

PELLE DI DONNA. Identità e bellezza fra arte e scienza
a cura di Pietro Bellasi e Martina Mazzotta
Triennale di Milano, 24 gennaio – 19 febbraio 2012

LC

Pubblicato da lauracapuozzo

Curatrice e critica d'arte - ricercatrice culturale e docente Il mio lavoro e la mia ricerca si concentrano sulle relazioni tra diverse forme artistiche contemporanee e i loro rapporti con le tecnologie emergenti, dall’impatto dei media digitali sull’attività artistica alle arti "biotech".